Doss Alto
Doss Alto è una modesta altura (m.703)
situata sul crinale dell’Altissimo che scende verso l’ex lago di Loppio, proprio
in linea con l’isola di s.Andrea.
E’ visibile dalla strada che da Rovereto porta al lago di Garda, nei pressi
dell’abitato di Loppio. Si raggiunge in circa ½ ora di cammino da malga Zures,
sulla strada che da Nago porta sul m. Altissimo. Unica difficoltà di
orientamento data dall’intricata boscaglia.
Doss Alto era il caposaldo della linea avanzata italiana, a qualche centinaio di
metri ,in linea d’aria, dalle posizioni austriache di malga Zures.
Una trincea di cemento ne cinge ancora la cima e una profonda galleria, di oltre
300 metri, ne faceva il giro dall’interno. Numerose feritoie, nella parte più
profonda, controllavano la strada e la ferrovia fino al passo s. Giovanni.
Da malga Zures si raggiunge in breve la località detta “sportél” , primo
avamposto trincerato italiano del settore Doss Alto. Si trovano in loco, ancora,
numerosi resti di costruzioni trincee e un fregio staccato da qualche
costruzione riporta la scritta: 2 alpini batt. Monviso 1° sez.
mitragliatrici-settembre 1916.
Una interessante galleria, scavata in un piccolo cocuzzolo trincerato, con
andamento semicircolare, sbuca su di un lato del piccolo dosso.
Proseguendo per il sentiero , che ora è in discesa, si arriva in breve a Doss
Alto.
Ad inizio ostilità gli austriaci lo avevano fortificato,ma cadde subito in mano
italiana.
Nel corso della guerra passò di mano diverse volte fino alla sua definitiva
conquista del1918 da parte italiana. Storicamente è molto importante perché qui
combatte la Legione cecoslovacca. A ricordo di questa partecipazione, le poste
cecoslovacche, stamparono un francobollo commemorativo intorno agli anni 30’.
Sulla sua sommità si trovano 2 cippi commemorativi posti dall’Associazione
Legionari, in memoria di 2 caduti per la sua conquista. Il terreno tutt’intorno
all’altura è sconvolto in maniera impressionante dalle esplosioni e dagli scavi
delle trincee.
Elemento importantissimo di Doss Alto è la sua famosa galleria. Per chi volesse
avventurarsi nella lunga galleria (oltre 300 metri), raccomandiamo la massima
prudenza per il reale pericolo di crolli: lo abbiamo sperimentato di persona e
non è stato piacevole. In questo tunnel al quale si accedeva scendendo 75
gradini (ormai sepolti dalle frane) operavano le truppe del 33° regg.
Cecoslovacco, i quali diedero il loro contributo all’opera dei loro
predecessori, sia nello scavo della galleria, sia nel perfezionare il sistema di
trincee e sbarramenti all’esterno..
Il 21 settembre 1918 iniziò l’ultimo attacco, da parte austriaca, per la
conquista di Doss Alto.
L’attacco iniziò alle 4 di mattina con un fuoco di artiglieria spaventoso che
durò quasi 2 ore. Le granate non intaccarono il tunnel, ma distrussero il
sistema di reticolati e la maggior parte delle trincee: la maggior parte dei
cecoslovacchi si chiuse nel tunnel e presso l’ingresso fu piazzata una
mitragliatrice pesante. Ne i lanciafiamme né le bombe a gas riuscirono a rompere
la difesa della galleria. E, quando giunsero finalmente i rinforzi, l’avanzata
austriaca si trasformò in una fuga disperata verso Nago. A sera la battaglia era
terminata e l’importante quota del Doss Alto era rimasta in mano cecoslovacca.
Le perdite non furono ingenti; 7 morti, 31 feriti e 5 uomini caduti prigionieri,
i quali, dopo sommario processo, furono impiccati nei pressi di Arco il 22
settembre. Un monumento eretto sul luogo dell’impiccagione né ricorda il fatto.
Doss Alto entrò nella coscienza comune come il luogo del più grande intervento
della Legione Cecoslovacca in Italia.. Dopo lo scontro regnò una relativa calma
fino alla fine della guerra.
Poco lontano da Doss Alto, in una intricata vegetazione e nel più completo
abbandono, si trova ancora l’ex cimitero di guerra. Ci sono ancora le lapidi con
i nomi dei caduti.
Sarebbe auspicabile che qualche associazione ne curasse il suo recupero, almeno per conservarne la memoria.